Verbale del 9 Gennaio 2017

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VERBALE DEL CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE DEL 9/01/2017

 

Il giorno 9 gennaio 2017, in sala Franzini, si è riunito il Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Risultano assenti giustificati i seguenti membri: Baciga Francesco, Bertezzolo Paolo,

Dal Gallo Chiara, Dalfini Roberta, Dossi Luca, Fabbro Carlo, Faccioli Luigi, Giavoni

Paolo, Luccisano Antonella, Manfrin Padre Renzo, Marchi don Francesco, Presa

Madre Teresa, Poltronieri Antonella, Rinaldi Maria Silvia, Silvestroni Andrea, Tazzoli

Don Paolo.

L’ordine del giorno è il seguente:

  1. Accoglienza e preghiera

  2. Approvazione Verbale seduta precedente

  3. “Una parrocchia che interroga il futuro”: sintesi di lavoro di gruppo dello scorso Consiglio e proposte di concretizzazione per il lavoro di gruppo.

  4. Varie ed eventuali

Accoglienza, preghiera e approvazione. Verbale seduta precedente.

Don Giampietro propone al Consiglio, come preghiera iniziale, il Salmo 139, sottolineando la delicatezza con cui Dio parla del rapporto con l’uomo.

Successivamente si approva il verbale della seduta precedente.

“Una parrocchia che interroga il futuro”

La segreteria dopo aver fatto sintesi del lavoro dello scorso Consiglio Pastorale Parrocchiale ha ritenuto fondamentale proporre all’intero Consiglio un percorso che tenti una concretizzazione di quanto già espresso più volte.

La sintesi della segreteria è stata inviata via mail ad ogni membro del Consiglio.

Don Giampietro sottolinea come il lavoro di gruppo della serata dovrà mirare a dare “mani e piedi” alle idee emerse, cercando di stendere progetti concreti che dovranno poi essere resi operativi, fornendo così indicazioni attuabili nel Prossimo Anno Pastorale per il Nuovo Consiglio che verrà eletto nel mese di maggio 2017.

Per cercare di essere pratici nella stesura delle attività la segreteria ha pensato ad un piccolo schema, allegato alla sintesi, che può aiutare nel concreto.

I due gruppi lavorano su due “aspetti-verbi” diversi: ABITARE ed EDUCARE.

Ecco quanto emerso nei gruppi:

Primo gruppo: EDUCARE

– Nella nostra Diocesi, ci sono belle proposte di approfondimento degli aspetti della fede, pastorali di coppia e non solo, quindi, non vanno pensate “ex – novo”. Non sempre, però, si conoscono o sono “pubblicizzate”.

– È necessario arrivare anche a chi è lontano, a chi non arriva alla dimensione spirituale.

– Nei vari settori del sociale è importante, quasi indispensabile, avere la presenza dei cattolici, è il valore aggiunto.

– Il cattolico deve trasmettere con la sua esperienza quotidiana uno stile di vita.

– Chi sono i destinatari? Le famiglie, le nuove generazioni.

– Il Consultorio Familiare è una miniera enorme. Sono, però, necessarie delle figure nuove che vengano prima del Consultorio.

– I destinatari siamo, comunque, anche noi stessi. Prima di tutto noi stessi dobbiamo ritrovare la bellezza della fede.

– Non tutti i cristiani riescono a “contagiare”.

– Riappassioniamoci all’esperienza di Gesù Cristo.

– Un’altra realtà importante nella nostra parrocchia è la Caritas.

– La formazione per il cristiano è indispensabile. Educare ed educarsi.

– Ci sono esperienze parrocchiali che già dicono qualcosa, coniugano che cosa vuol dire educare, assumersi un senso di responsabilità.

 Secondo gruppo: ABITARE

 – Abitare come relazione e il CPP ne è il motore.

– Relazionarsi con chi è al di fuori, ricreare relazioni anche all’interno della Parrocchia.

– Creare dei facilitatori. Momenti conviviali anche all’interno del Consiglio Pastorale.

– Abbassare le barriere anche tra i gruppi, siamo “isole ma non arcipelaghi”.

– Creare qualcosa di ludico, partire da un evento di comunità: la sagra ad esempio.

– Il CPP come motore, che ruolo deve avere? Ogni membro deve farsi carico di contattare i vari gruppi. Manca spesso la comunicazione. Tutte le iniziative del CPP si fanno motori per essere viste e concretizzate.

– Le Risorse: sempre più le famiglie sono luoghi aperti alla condivisione, sono “presidi”, “ospedali da campo” con le porte aperte.

Don Giampietro sottolinea che ci sono nella nostra parrocchia alcuni quartieri vitali, con una aggregazione molto forte come l’Esperanto e San Rocco.

All’interno di questi quartieri ci sono persone che si fanno carico di portare avanti esperienze, persone che hanno il coraggio di mettersi in gioco.

Sarebbe importante pensare di avere altre due o tre zone così organizzate.

Le occasioni per proporle potrebbero essere: i centri d’ascolto, il rosario nel mese di maggio, la Messa.

La capacità di coinvolgere e farsi coinvolgere passa anche dal Consiglio Pastorale.

Non concentriamoci sui singoli, ma su un gruppo. Proviamo a dare nomi concreti.

 Varie ed eventuali

Don Giampietro legge al Consiglio una lettera degli operatori del Centro di Ascolto Caritas che sottolineano alcune difficoltà: il numero sempre più esiguo di volontari e le poche possibilità di confronto con il parroco e con le altre associazioni che operano nell’ambito della carità. Ci sarebbe la necessità di un ricambio e si sente la fatica di essere seguiti.

Il parroco sottolinea come il “mondo della carità” non è ben coordinato: ci sono bellissime iniziative che, però, a volte si sormontano e a volte gli spazi di convivenza sono difficili. Ognuna di queste realtà opera autonomamente, è necessario, però, sentire che il lavoro che si fa è sinergico. È indispensabile un incontro tra le varie realtà della Carità. In segreteria si proverà a trovare un momento di condivisione.

Il Direttivo del “NOI” fa sapere che tre giorni 27,28,29 gennaio saranno dedicati alla festa del tesseramento. Domenica ci sarà anche l’inaugurazione della sala interna completamente rinnovata. I momenti saranno vari e si cercherà di coinvolgere in modo diverso (giochi, zucchero filato, film, aperitivo) i vari gruppi della parrocchia (adolescenti, bambini/ragazzi dei catechismo, famiglie…). L’intento è quello di considerare il circolo Noi sempre più uno spazio vissuto dalla comunità.