Laici significativi in un mondo che cambia

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IMG_20170310_221816A cosa serve la Chiesa? Cos’è oggi il Vangelo? Cosa qualifica la vita cristiana? Si può parlare di “laicità” della Chiesa? Sono alcune delle domande che hanno fatto da filo conduttore all’intervento di don Giuliano Zanchi, segretario generale della Fondazione Bernareggi di Bergamo, che venerdì 10 a Valeggio sul Mincio ha aperto la serie dei “Quaresimali” edizione 2017.

A partire dal tema della serata, “L’Arte di accendere la luce – Essere laici significativi oggi”, Zanchi ha delineato prima di tutto come si è andata formando a partire dal V secolo la differenza tra presbitero, consacrato, e laico all’interno della Chiesa e come questa abbia portato, nel tempo, ad un distacco sempre più accentuato dei laici dalla Chiesa stessa. Oggi, il mutato contesto socio-culturale e le sfide all’evangelizzazione che stanno davanti alla Comunità cristiana, hanno portato all’apertura di una nuova stagione che però viene spesso letta, percepita, come una “sinodalità formale”, una sorte di apertura verso i laici intesi come “manovalanza sostitutiva”.

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E’ proprio in questo contesto che, ha sottolineato don Giuliano Zanchi, diventa indispensabile l’apporto del mondo dei credenti non consacrati per “…provare a realizzare – come Chiesa – in questa storia il Vangelo; per dare alla vita quotidiana la forma del Vangelo; per tenere in collegamento l’umanesimo di Gesù con la condizione umana di oggi.”

Sullo sfondo di questa riflessione stanno le sfide che la Chiesa cattolica ha di fronte a partire – ha ribadito Zanchi – dalla capacità di aprirsi all’esigenza di nuove ministerialità che, di fatto, già ci sono anche se non “costituite”.

La relazione del prof. Zanchi è disponibile qui