“IL CORAGGIO DI ESSERE PADRI E MADRI”

Categories: News

“PADRI E MADRI: ANCORA INDISPENSABILI?”   E’ stato questo il tema del 4° ed ultimo appuntamento con i “Quaresimali 2017”, argomento sviluppato dal prof. Pierluigi Bartolomei Giovedì 30 marzo, presso la sala polifunzionale Alida Ferrarini di Villafranca.

Il relatore, attualmente Preside in una scuola di Roma, padre di cinque figli, ha voluto iniziare inquadrando la sua esperienza nel contesto tematico della serata a sottolineare come paternità e maternità siano “ruoli”, “identità” maturati nel tempo proprio perchè la sua esperienza giovanile non prevedeva particolari progetti a livello familiare e di Fede.
La svolta, per Bartolomei, arriva quando conosce Emanuela, che diventerà sua moglie e con la quale intraprenderà un percorso di Fede ed anche di consapevolezza del proprio ruolo di marito e di genitore. Tutto questo inserito in un contesto in cui la mentalità del mondo di oggi ci spinge a cambiare qualsiasi cosa quando finisce l’effetto della novità, compreso il marito o la moglie, per trovare nuovi entusiasmi alla vita: ognuno basta a se stesso e l’altro non esiste.
Secondo questo pensiero anche il ruolo di padre e madre non serve a nulla e talvolta si è quasi convinti che sia vero! Il dramma più grosso è che non si reagisce in maniera efficace a questo pensiero.

Il prof. Bartolomei ha spiegato che sono le leggi naturali a insegnarci che i generi, maschile e femminile, si stabiliscono alla sesta settimana di gestazione; essi sono incompatibili tra loro, ed è proprio per questa incompatibilità che si completano nell’essere uomo e donna, padre e madre.

Le differenze tra uomo e donna non possono essere cancellate. L’uomo è cognitivo, ha bisogno di frasi corte, la donna ha bisogno di esprimersi in maniera più completa.
Tutte queste cose, che si ripetono quotidianamente, evidenziano le differenze sostanziali.
“Se il Signore ci ha creati così diversi – ha sottolineato – significa che insieme uomo e donna formano qualcosa di grande.

Al riguardo particolarmente incisivo l’allarme lanciato in riferimento al dibattito attuale sui “generi”. Per Bartolomei la nostra responsabilità è grande per aver accettato senza combattere  – senza sguainare la spada l’immagine evocata – “il mostro”, per aver digerito, assimilato, con una presunta idea di tolleranza e libertà, “la bestia” creata nei SALOTTI, da pochi.
Ogni uomo o donna che voglia essere padre o madre deve volere fortemente diventarlo, dedicando ai figli lo spazio e il tempo di cui essi hanno bisogno. Bisogna sentirsi guida per i figli che ci guardano e per i quali siamo un esempio. Noi dobbiamo aiutarci a scegliere anche di essere genitori e soprattutto siamo noi a decidere che tipo di persona vogliamo essere, siamo noi – nonostante tutto – i protagonisti della nostra esistenza. Le famiglie vanno difese anche perché rimaste il mezzo più efficace con cui si trasmette la Fede alle generazioni future.

Secondo Bartolomei uno dei più grandi errori è che non si danno ai nostri giovani dei modelli educativi, per cui le nuove generazioni si trovano spesso senza punti di riferimento. Il padre non deve essere amico ma deve saper dire anche NO. Ognuno insomma ha il suo ruolo.
Non bisogna far finta di non vedere le cose negative e soprattutto non è corretto togliere tutte le difficoltà, ma aiutare i figli a camminare dando il nostro esempio con la vita di ogni giorno, anche con i piccoli gesti che a volte sembrano scontati.
“Per essere genitori non è necessario essere esperti! Mancano i padri perché nessuno sceglie di esserlo.” Sono alcune delle affermazioni che il relatore ha girato alla platea presente insieme ad una domanda: “Dio cosa si aspetta da me? Che sia padre e dia l’esempio”.
La famiglia allora deve diventare un monastero ed essere strenuamente difesa, monastero che educa i figli alla fortezza, alla capacità di decidere una cosa e di mantenerla, ad assumersi le responsabilità sull’esempio di un padre e di una madre. I figli vanno allenati alla volontà, affinchè non cadano nella noia, avendo per loro uno sguardo educativo, senza fermarsi alle apparenze, apprezzando ciò che il Buon Dio ha messo nelle nostre mani.

Un padre e una madre si devono amare tra loro per quello che sono e dare un esempio d’amore alla famiglia che hanno voluto formare: si diventa genitori per scelta, non per caso!
Avviandosi alla conclusione del suo intervento Bartolomei ha invitato i presenti ad immaginare la vita, la nostra vita, a partire dal nostro funerale, provando a vedere chi è presente, cosa direbbe di noi, quasi un modo per poter tornare indietro e cambiare qualcosa che non va al momento giusto, prima che sia troppo tardi.

Alessandra Castagna