INGRESSO PARROCI

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23 SETTEMBRE: INGRESSO DEI PARROCI

Lo hanno ricordato più volte dopo che il Vescovo, con tanto di Decreto, aveva formalmente messo la prima pietra della unità Pastorale di Villafranca: siamo Parroci, 4 parroci, per voi e con voi.

Don Giampietro Fasani, don Daniele Cottini, don Gialuca Bacco, don Claudio Sacchiero sono così stati accolti da parroci delle 4 comunità che formeranno questo primo nucleo della Unità Pastorale di Villafranca sabato 23 settembre nella chiesa di Madonna del Popolo.

Le parrocchie dei santi Pietro e Paolo del Duomo, di Madonna del Popolo, di San Girolamo di Rosegaferro e di San Matteo a Quaderni sono dunque da oggi in cammino per realizzare una Comunione più ampia che sappia adeguare la nostra pastorale all’oggi di Dio, senza nostalgie così come ha ricordato il Vescovo Zenti intervenuto alla Concelebrazione.

«Nuovi parroci perché anche i vecchi sono nuovi in questa unità, la prima della diocesi», ha sottolineato il vescovo di Verona. «Don Daniele Cottini, vera novità per Villafranca, proveniente dalla parrocchia di Ronco all’Adige e già vicedirettore del seminario di Verona, sarà il coordinatore dell’unità, mentre monsignor Fasani sarà il moderatore del gruppo.

Entrambi risiederanno al duomo. Don Claudio si occuperà dei giovani e della formazione degli animatori e adolescenti, e abiterà alla Madonna del popolo. Ma tutti pranzeranno insieme al duomo, perché hanno bisogno di ritrovare la fraternità».

Dalle parole del vescovo è venuta anche la consapevolezza che questa è una sorte di “primogenitura”,  «…con le unità pastorali si parte da qui, potete dire di essere i primi. Siete la profezia»: Una realtà che nel tempo è già destinata a mutare, ad allargarsi, per far posto anche ad altre parrocchie vicine.

Significativo un passaggio dell’intervento di mons. Zenti in riferimento al non avere paura: “Lo spirito delle unità è quello della condivisione fraterna che non ha paura di perdere il proprio spazio. Le proprietà rimangono ma si estendono, si condividono. Non ci sono fortini da difendere, ma si mettono in comune le ricchezze, senza privarsene».

Il coraggio di affrontare sfide nuove, cambiamenti anche difficili, resistenze dovute anche alla nostra storia è stato sottolineato da don Giampietro Fasani nell’Omelia; una riflessione che a partire dalle parabola del Vangelo letta durante la Messa (quella dei lavoratori chiamati a lavorare nella vigna in diverse ore del giorno) ha ribadito che tutti, a vario livello e titolo, siamo oggi chiamati da Dio a partecipare alla Sua Chiesa.

E la cosa bella e grande – ha ricordato don Fasani – è proprio che è di ognuno di noi che Dio a bisogno per realizzare il suo progetto in mezzo agli uomini.

A questo inizio non si è arrivati senza qualche difficoltà e polemica. I parrocchiani di Madonna del Popolo hanno mal digerito il modo con il quale si è arrivati alla definizione della nostra unità Pastorale soprattutto in riferimento al mancato dialogo tra Diocesi e Consigli Pastorali.

A loro il vescovo ha dedicato parole speciali: «Vi chiedo scusa della complicazione creatasi. È stata un calvario anche per me dopo la morte di don Giuseppe. Ma siamo giunti a una conclusione, andate avanti così e le cose andranno bene».