Progetto Pastorale Parrocchiale 2016 – 2017

   LINEE GUIDA

 SEMINATORE

Introduzione

Stiamo attraversando un momento particolare del cammino di Chiesa e di conseguenza anche della nostra parrocchia.

Cammino che potremo definire di servizio ancora a molti ma con la fede di pochi!

E il risultato è, abbastanza deludente: molto del lavoro che facciamo non porta i frutti attesi!

La catechesi dell’iniziazione cristiana che dovrebbe aprire alla fede e alla vita di Chiesa, già da molti anni abilita la maggioranza ad uscire con pochi ricordi del cammino fatto e senza segni concreti di una fede che incida nel loro cammino.

La liturgia domenicale, frequentata dal 15% circa di coloro che dicono di credere non ha la forza di penetrare nella vita dei credenti fino a riuscire a far vivere la fede lungo il corso della settimana.

L’invito del papa è quello di uscire, andare nelle periferie umane ed incontrare le persone.

Ma per uscire occorre prendere coscienza di due cose:

  1. Che c’è gente fuori, che siamo in una società nella quale la maggioranza delle persone è fuori dalla Chiesa, che la parrocchia non corrisponde più agli abitanti del paese ma è un numero molto più ridotto e non solo per la presenza di persone di altre religioni, ma anche per molte persone che non sono di nessuna religione.

  1. Che bisogna avere qualche cosa di interessante da portare. Se non ho nulla da portare non ha senso che incontri le persone. Non vado nelle periferie della fede per cercare clienti da portare in Chiesa ma per dire a tutti la bellezza della mia vita nella fede! Ma se la fede non ha inciso nella mia vita come posso dire che l’ha resa bella?

Qualche cosa dobbiamo cambiare.

La domanda che molti si stanno ponendo è: da dove partiamo?

Riteniamo che una partenza interessante è quella di aprire coloro che credono alla responsabilità di un annuncio sereno e positivo del ruolo di Dio nella propria vita. Per questo proponiamo tre formazioni particolari capaci di aprire alla testimonianza nella vita di tutti i giorni pur partendo da alcuni settori particolari della fede.

Proponiamo anche un’attenzione alla presenza di laici che sappiano dire la bellezza della fede in modo significativo nei problemi di tutti i giorni attraverso i “quaresimali” vicariali.

Che partendo dal primo incontro: “L’arte di accendere la luce”, essere laici significativi nel mondo di oggi,vogliono aiutarci ad affrontare con serenità e apertura altri problemi che oggi interrogano il nostro vivere in questa società, come il rapporto con i nuovi mezzi di comunicazione sociale, la realtà oggi della maternità e paternità, l’incontro con le nuove periferie umane che continuamente si ripropongono con forza.

Tutto nella speranza di aprire la nostra comunità alla bellezza di una presenza che faccia gustare il bello della fede a molti che credono e la possibilità di un confronto positivo a coloro che costruiscono la loro vita lontana dalla fede.

 

foglietto_liturgico_-_4a_domenica_Pasqua_A_ambrosiano_-_pieghevole_html_m677f887aE nel desiderio di dare alla fede basi sempre più culturalmente solide e tali da aiutare tutti a rispondere alle nuove esigenze del nostro tempo con coraggio e attenzione, ricordiamo quanto ci viene indicato nell’ “Orizzonte Pastorale” della nostra diocesi: “La fede cristiana ha un volto culturale: «Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta». Il cammino di fede del credente, infatti, comporta una maturazione che considereremo raggiunta quando le scelte di cui è responsabile negli ambiti più svariati della società e della politica, saranno fatte a partire dal Vangelo. Se un percorso di evangelizzazione fa scattare la molla della conversione nell’uomo, la sua cultura, quindi l’insieme dei criteri e valori con cui si muove nella società, non può rimanere indifferente. Anzi, il cammino di maturazione spirituale e teologico porterà l’uomo ad acquisire una «mentalità di fede», a partire dalla quale il suo bagaglio culturale non sarà più scontato, a partire dalla quale maturare un punto di vista sul mondo, ma che non è di questo mondo” (5.3.8.).

Ci sembra importante lavorare su una formazione personale che apra al servizio, una formazione che non sia solo per il proprio cammino personale ma per un cammino di responsabilità nella comunità. Ancora dall’”Orizzonte Pastorale” ci viene suggerito: “Se la Chiesa è chiamata ad essere discepolare e in uscita chiede di ripensare ad una specifica formazione degli adulti a essere veramente discepoli per l’evangelizzazione. Da molti anni si parla di necessità di ripensare a cammini di formazione degli adulti che sappiano far incontrare Cristo Signore attraverso la Parola di Dio e l’Eucaristia e siano indirizzati all’evangelizzazione. Una formazione non può che essere in questo senso perché il discepolo, oggi più che mai, non può essere tale se non in uscita missionaria. Un cammino di questo genere va anche ad intercettare la necessità di un percorso comunitario stabile di formazione per tutti coloro che a vario titolo hanno fatto una esperienza di prima evangelizzazione e che chiedono di essere seguiti dalla comunità cristiana” (5.3.6.).

Emerge forte l’impegno a rinnovare la pastorale nell’ottica di percorsi differenziati capaci di proporre  al credente di rispondere con responsabilità alla propria vocazione di battezzato, tra questi:

▶ la spiritualità liturgico-eucaristica, che coniuga liturgia e vita e conduce a farsi carico degli altri e lasciarsi trasformare in amore eucaristico;

▶ i percorsi improntati ad una spiritualità di comunione ecclesiale, abilitanti al servizio della comunione ecclesiale in senso specifico e al servizio del mondo;

▶ i percorsi della diaconia e della carità, abilitanti al servizio di una ecologia dell’uomo e del creato (4.3.).

Ecco allora la scelta di tre ambiti di formazione al servizio che proponiamo, ambiti in cui c’è già un cammino educativo ma che si vogliono aprire ad una presenza forte uscendo dal proprio cammino per incontrare altre persone in un servizio oggi più che mai necessario di una evangelizzazione frutto di un incontro diretto negli ambiti di vita tra il credente che incontrato Cristo lo vive e chi crede in modo poco vivo e poco significativo per la vita.

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Formazione al servizio educativo

Formazione che apre all’intervento educativo diretto nei gruppi della parrocchia: catechisti, animatori, scout, polispor
tiva…

Con lo scopo di abilitare ad una testimonianza diretta della fede vissuta e alla bellezza del raccontarla. Abilitarci a superare la fese dell’insegnamento per avvicinarsi a quella del racconto del vissuto e motivato della fede. Superare la paura di “dire” la propria fede e convincersi che dire la propria fede è annunciare Cristo e la salvezza che lui ha portato , ma occorre anche avere una chiarezza discreta di fede per poter dirla; ma ancora di più è necessario avvicinarsi ad un incontro significativo e positivo con il Signore in modo personale.

Rispetto al passato in cui la formazione all’interno di strutture ben definite era sufficiente a maturare in tanti un sereno cammino di fede, oggi è più che mai necessario cercare strade forti e personali di cammino per riaprire il compito della testimonianza/annuncio della fede a tutti coloro che credono e non solo a che vive il servizio nelle strutture educative ancora presenti (itinerari di catechesi, cammino di adolescenti e giovani, centri di ascolto per adulti e altro).

“I percorsi ampi e generali che hanno segnato di bellezza e di frutti la stagione pastorale delle precedenti generazioni richiedono oggi di essere personalizzati e differenziati. Lo esigono il bene delle persone e le mutate condizioni storiche. Questo tempo rende necessaria una crescita del livello del nostro laicato, che siamo chiamati a orientare verso una “misura alta” della vita cristiana, affinché i laici svolgano una missione di evangelizzazione e di animazione efficace della fede. Il contesto pone ormai il bisogno di numerosi laici non appena impegnati, ma autentici animatori di cammini di fede in diversificate condizioni di vita: questa presenza deve permeare l’intero arco della vita, dalla iniziazione cristiana, passando per la formazione dei ragazzi e dei giovani e giungendo fino ai fidanzati e alle famiglie, che divengono l’asse portante e trasversale di un autentico umanesimo cristiano” (4.2.).

 

 

Formazione aLITURGIAl servizio liturgico

Formazione che abilita ad una presenza attenta alla liturgia, con la capacità di aiutare i preti nel loro servizio.

Certamente tutti ci rendiamo conto come sono molte le persone che vengono in Chiesa a vivere la liturgia domenicale, con continuità o saltuariamente, e poi non hanno la forza di vivere ciò che celebrano.

La domanda deve tornare forte: è la liturgia che non dà nulla o il modo con cui partecipiamo che rendere povero e insignificante vivere l’incontro con il Signore? Di certo non possiamo dire ciò che dicevano i martiri di Abitene: “Sine dominico non possumus!” Senza la domenica non possiamo vivere”. Cosa è possibile fare perché la liturgia domenicale torni ad avere tutta la sua ricchezza e forza?

Partiamo di una formazione che abiliti alcuni a vivere la pienezza della liturgia ed aprire alla liturgia altri, a partire dai catechisti che mentre aiutano tutti a camminare nella fede, tra tante difficoltà, non possono dimenticare che “A tutti va data la possibilità di essere evangelizzati, ma per alcuni è necessario fare una proposta ulteriore. La liturgia può essere un luogo specifico di importanza vitale nel quale i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze possono sperimentare e trovare un percorso formativo specifico. Gli animatori di tale percorso potranno essere adulti nella fede che condividono il medesimo servizio, come gli accoliti, i ministri straordinari e gli animatori di coro e dei ministranti, per i quali andrà predisposta una formazione a livello di diocesi. Questi percorsi di spiritualità liturgico-eucaristica dovranno abilitare a coniugare liturgia e vita per farsi carico della testimonianza ai coetanei di quell’amore che i bambini e i ragazzi avranno sperimentato nel cammino di comunione e servizio vissuto nell’Eucaristia” (5.3.4).

Se questo invito è rivolto per i bambini e ragazzi dell’Iniziazione Cristiana, crediamo che tanto più sia rivolto a coloro che il cammino hanno terminato e dovrebbero essere entrati pienamente nella vita della Chiesa e non da essa usciti.

 

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15/05/2013 Città del Vaticano, piazza San Pietro, udienza generale del Mercoledì di papa Francesco

Formazione sull’Amoris Laetitia

Formazione che renda capaci di interagire con tutti sul tema dell’amore, gruppi sposi, corsi per fidanzati, ma anche semplici persone che vogliono interagire in maniera responsabile con le famigl
ie.

L’amore oggi ci interroga, provocati come siamo da tante scelte lontane da quella che consideriamo da sempre la “morale cristiana”.

Come sappiamo interagire con queste scelte? Sappiamo dare risposte che sono condivise dalla Chiesa, sappiamo dare risposte che siano frutto di un pensiero approfondito o ci fermiamo a tacere o a giustificare tutto con una libertà frutto del vuoto più che delle scelte consapevoli?

Ancora l’”Orizzonte Pastorale” ci provoca ed interroga, la Chiesa domestica, la famiglia, “Esperta nell’amore animato dallo Spirito del Signore, essa è il luogo ecclesiale che esprime, nel suo essere “domestica”, la vicinanza a tutte le situazioni: quelle che ancora non hanno scoperto il cammino della fede (conviventi, coppie in ricerca), quelle che portano situazioni ferite o lacerate (separati) e quelle che vivono anche contraddizioni dell’amore (divorziati, persone in nuova unione), fino ad ogni disagio personale, come le persone con tendenza omosessuale. La famiglia diviene per essi il tempio domestico che offre l’amore misericordioso di Dio, che ha forza di guidare tutti a una esperienza retta e gioiosa di Dio. Questo tempio domestico in certo modo incarna la sollecitudine di tutta la comunità ecclesiale, che riconosce in queste persone delle membra proprie, nelle quali lo Spirito pone doni per il bene di tutti. L’intera comunità ecclesiale diviene così una rete di relazioni accogliente, orientante al bene e alla bellezza, educante mediante la vicinanza umana concreta: una comunità “integrante”” (5.3.9.) capace di far crescere l’incontro con il grande amore di Dio per ogni uomo.

 

PREGHIERA

Signore, ci proponi una fede esigente,

ma proprio per questo capace di dare bellezza alla vita.

Sappiamo e sentiamo

che senza una adeguata preparazione

non siamo in grado di accoglierla, pensarla e viverla.

Comprendiamo che non possiamo essere cristiani seriamente

e non sentire la presenza degli altri come fratelli,

non possiamo essere credenti

e lavarci le mani di chi ci è accanto.

Per questo vogliamo pensarci

nel mondo e accanto alle persone che lo vivono.

Vogliamo essere significativi

perché sentiamo la bellezza della nostra fede

e la ricchezza che è per noi e che può essere per tutti.

Vogliamo chiederti di aiutarci ad essere testimoni credibili

della bellezza del tuo amore,

della gioia di vivere in te,

della vita ricevuta in dono che merita di essere vissuta

e della tua presenza al nostro fianco.

I nostri patroni Pietro e Paolo

ci aiutino nel cammino e ci diano la forza.

Maria ci accompagni e ci aiuti a vivere

lodando il Signore per tutto ciò che fa per noi.

Amen