Progetto Pastorale Parrocchiale 2017 – 2018

  UN FUTURO PER IL VERDI

Percorso partecipativo per la rigenerazione dell’area del Teatro Verdi
a Villafranca di Verona
report incontro del 25 febbraio 2019, con i gruppi della pastorale
a cura di Andrea Mariotto

L’incontro ha visto la partecipazione di circa 70 persone, tutte appartenenti a gruppi parrocchiali.
Il parroco ha richiamato gli obiettivi della serata. L’avvio della progettazione del nuovo teatro Verdi è vista come occasione di rafforzamento dei gruppi, dei legami tra gli stessi, di valorizzazione in chiave pastorale dell’area del teatro in un’ottica di nuova evangelizzazione dentro ad una ritrovata capacità di dialogo con la città. La parrocchia si sta muovendo nell’acquisire risorse per la progettazione e la realizzazione di una struttura che dia maggiore spazio alle attività già svolte e un riordino complessivo delle aree esterne. Si sente tuttavia la necessità di rendere partecipi tutti i gruppi parrocchiali, affinché le soluzioni siano effettivamente adeguate ai bisogni della comunità cristiana più significativa, in chiave evangelica, all’interno del territorio.
Una prima fase dell’incontro ha visto i partecipanti riprendere (e riportare su una linea del tempo) i fatti salienti della storia recente, con riferimento a quanto è successo in città, in parrocchia e all’interno del loro gruppo. Risaltano in questa rappresentazione grafica, i momenti in cui un determinato spazio pubblico, o un particolare servizio, è stato aperto, chiuso o ristrutturato, a ricordare come la disponibilità e l’accessibilità o meno di un luogo abbiano sempre delle ricadute sul piano aggregativo e tendano a mutare abitudini e interessi. Lo stesso si può dire per gli eventi collettivi e le ricorrenze della tradizione, di cui si ricorda ancora, spesso con rammarico, la sospensione o addirittura l’eliminazione. Per quanto concerne la parrocchia, i ricordi vanno soprattutto alle persone e alle attività collettive che più si sono protratte nel tempo (la prima festa, l’avvio di gruppi di preghiera e di catechesi, i cammini catecumenali, l’unità pastorale, fino a giungere ai nuovi parroci e ai cambi di direttivo). Pensando ai gruppi di appartenenza, risultano significativi i momenti di nuova formazione, riorganizzazione, accorpamento, così come i relativi anniversari.

Ne esce l’immagine di una comunità molto attiva, fiera e coesa, con relazioni interne che si sono consolidate nel tempo e non rischiano alcun cedimento sotto la pressione di cambiamenti, avvicendamenti o riorganizzazioni. Ciò rappresenta certo un vantaggio, anche per il supporto che la rete può dare all’ingresso di nuovi soggetti, ma anche, come vedremo, una criticità, laddove si costituisca come vera e propria resistenza al cambiamento.
La fase successiva dell’incontro ha l’obiettivo di fare emergere le tendenze in atto, siano esse percepite come positive o come negative per la vita parrocchiale. Una decina di gruppi si sono così confrontati su quanto sta avvenendo, cercando di capire come il percorso di progettazione e di eventuale realizzazione del teatro, possa costituire occasione per il trattamento delle criticità, ovvero per un ulteriore consolidamento e sviluppo di ciò che sta funzionando.

Varie tendenze hanno segno opposto a seconda di come le si guardi e rappresentano una sorta di tensione tra quanto si è conseguito e il cammino ancora da fare. Così, l’unità pastorale, da tutti considerata per gli effetti benefici prodotti (in termini di stimoli, conoscenze reciproche, collaborazioni, e maturazione individuale) deve ancora trovare pieno compimento e mostra anche qualche difficoltà nella condivisione di obiettivi cui tendere e di modalità operative da adottare.
Lo stesso si può dire per quanto concerne la crescente attenzione alle differenze, fondamentale per l’instaurazione di un dialogo con le altre organizzazioni cittadine (o, più semplicemente, con altri individui) che si scontra però col difficile rapporto tra le generazioni, nonché col timore di perdere in identità a causa delle multiple interazioni richieste da ogni progetto di grande respiro. E ancora, si vorrebbe essere di stimolo alla cittadinanza, per una comunità più accogliente, solidale e con un alto senso civico. Si è rilevato come all’interno dei gruppi si muovano sempre le stesse persone, talvolta in competizione tra loro, nell’accaparramento di spazi e altre risorse. … La consapevolezza rispetto alle problematiche in campo, anche sul piano relazionale, è comunque sempre da vedersi in positivo, mentre un diffuso senso di appagamento per i risultati conseguiti, limiterebbe al contrario le possibilità di rafforzare gruppi e reti in un percorso comune.

La nuova struttura potrà dunque costituire un’occasione di maturazione della Comunità cristiana anche a condizione che: il percorso verso la sua realizzazione sia accompagnato da (e si alimenti con) l’acquisizione di strumenti di ‘cittadinanza attiva’; e vengano a contatto diverse sfere di appartenenza, dentro e fuori la comunità parrocchiale.

Sulla base di quanto emerso nell’incontro, e passando a una dimensione più concreta, potremmo ora chiederci:
quali eventi e quali modalità permettono di accompagnare la realizzazione del teatro portando benefici nell’intera organizzazione parrocchiale e all’intera città?
cosa possiamo fare per contribuire alla sua realizzazione e per coinvolgere anche molti altri?
se un tempo il senso di condivisione e di appartenenza poteva derivare dalla partecipazione diretta di molte persone alla fase costruttiva di un edificio pubblico, qual è oggi il mattone che potrò portare?
Dopo questo primo incontro pertanto risulta opportuna una riflessione interna ai gruppi, che vada verso l’indicazione quanto più possibile precisa di azioni (fino a rispondere ad esempio alle classiche domande: ‘cosa facciamo’, ‘quando’ ‘come’ ‘chi’ e ‘per chi’).
Ripensare alle azioni che già svolgiamo e a quelle che vorremmo sviluppare, potrebbe anche fornire degli spunti per una più efficace interlocuzione con potenziali finanziatori o investitori che saranno tanto più attratti e disposti a contribuire, quanto più il progetto di trasformazione fisica sarà connesso con un’ampia gamma di attività pastorali e sociali, e quanti più soggetti condivideranno programmaticamente i nuovi spazi.