La Nostra Storia

Nata come Borgo Libero con delibera del Consiglio dei Rettori di Verona in data 9 marzo 1185, Villafranca ha visto sviluppare, di pari passo con l’attività civile anche quella religiosa secondo la testimonia della Bolla Pontificia di Eugenio III dell’anno 1145 in cui è menzionata la cappella di Santo Andrea, al Fontanile, alla periferia di Villafranca, di cui attualmente rimane solo la statua del santo.

La fondazione della prima Chiesa di Villafranca con annesso ospedale e con Santo Patrono l’Apostolo Pietro è compresa tra gli anni 1185-1188 contemporanea alla fondazione del Borgo Libero. Il prestigio di questa Chiesa nei secoli è riconosciuto, oltre che dall’ampiezza della decima, motivo di feroci contese, anche dal ruolo della locale società ecclesiastica costituita da chierici, canonici del capitolo e frati del convento di Villafranca tutti facenti capo all’arciprete.

Una notizia che pochi conoscono è che nella Chiesa di Villafranca Matteo Bandello, ispiratore del dramma “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, ambienta l’incontro tra Giulietta Cappelletti e il conte Paride di Lodrone, suo fidanzato e consorte ufficiale.  La data di edificazione di questa Chiesa non è sicura, ma si può dire che nel milleduecentoesisteva già, perché in un documento del 1292 si nomina un tal Ogniben degli Azzoni, canonico della Pieve di Villafranca; dal che si comprende che collegialmente era ufficiata da preti.

Per altre notizie certe dobbiamo attendere il 1500 con alcune “Ducali” della Serenissima dove il Doge di Venezia emanava le sue disposizioni ed apprendiamo inoltre che ai primi del 1500 era titolare della parrocchia di Villafranca tale don Venceslao da Spinimbergo che deceduto nel 1531 ebbe come successore il 13 gennaio 1532 don Simone Zavarise.

Quattro anni più tardi lo Zavarise rinunciò alla carica, entrando nell’Ordine dei Riformati in Venezia, ed allora il Vescovo di Verona, Matteo Giberti, propose alla carica di arciprete della parrocchia il celebre Adamo Fumano, che fu poi una delle glorie più fulgide del capitolo della Cattedrale di Verona. Il 14 marzo 1537 don Adamo Fumano assunse la direzione della parrocchia. Fu insigne letterato; tradusse le opere morali ed ascetiche dì San Basilio; dal greco in latino

il Commento di Areta nel Salmo 35º; ed altre opere di minore importanza. Il suo capolavoro è un poema didascalico sulla Logica, «Logicae, libri quinque», riuscito, nonostante l’aridità della materia, uno dei più insigni monumenti di poesia latina del millecinquecento.

L’originario edificio della Chiesa parrocchiale del XII secolo, sia per i danni causati dal tempo e dalle guerre, sia per il costante aumento della popolazione, non fu più in grado di far fronte alle esigenze e pertanto nel 1340 si provvide alla sua ristrutturazione e così rimarrà fino al 1882 anno in cui venne consacrata la nuova chiesa, l’attuale Duomo. Intorno alla chiesa inoltre era ubicata l’area cimiteriale fino all’inaugurazione, avvenuta il 12 gennaio 1813, dell’attuale cimitero ubicato, dopo diverse diatribe, a metà strada fra Villafranca e Povegliano.

L’ex Chiesa parrocchiale fu ceduta al Comune nel 1782, senza contratto scritto, dietro “sussidio” di 4.000 lire, ripartito in quattro rate, deciso con delibera consiliare. Il parroco don Pietro Allegri pose alcune clausole: che la chiesa non venisse trasformata in teatro, considerato al tempo luogo poco idoneo all’educazione della gente e che il campanile con le campane dovesse rimanere proprietà della fabbriceria. Nessuna di queste condizioni fu rispettata.

Il 28 gennaio 1890 il Consiglio Comunale, senza interpellare il parroco, per carenza di sicurezza statica decise la demolizione del campanile e il materiale ricavato venne usato per costruire le scuole elementari del capoluogo ed i mattoni in cotto della cuspide del campanile vennero usati per erigere il muro dell’orto dell’Asilo infantile di Corso Vittorio Emanuele.  L’edificio della vecchia chiesa in un primo tempo destinata a riunioni, saggi scolastici ecc… venne trasformato, con il disappunto del parroco, nel Teatro Comunale che svolgerà la sua attività fino al 1967 anno della sua demolizione.

Nel 1769, su iniziativa del parroco don Pietro Comino iniziò l’avventura della costruzione della nuova Chiesa. Senza interpellare architetti vari, si pensò di riproporre, forse sotto la spinta dei frati presenti a Villafranca, la replica del tempio palladiano del Redentore di Venezia ex voto per la peste che colpì Venezia nel 1577. I lavori durarono oltre 100 anni di impegno e traversie per guerre, pestilenze e difficoltà finanziarie. Per realizzare risorse economiche furono anche venduti nel 1877 per 6.000 lire cinque altari della vecchia parrocchiale alla parrocchia di Castagnaro e nel 1880 Vangadizza.

L’avventura della costruzione del Duomo vedrà la realizzazione fra alterne vicende, il 7 ottobre 1882, con solenne consacrazione del Tempio da parte del Cardinale Luigi di Canossa essendo parroco don Allegri. Così descriveva con entusiasmo don Germano Alberti la nuova chiesa nelle “note storiche sulla parrocchiale di Villafranca nel manoscritto del 1927: “la costruzione nel suo assieme è grandiosa e solenne. I fasci di colonne corinzie che si innalzano gigantesche fin sotto il cornicione, la fuga d’archi degli altari laterali elegantemente intersecati da colonne, nicchie e cornici, e soprattutto l’eccelsa cupola che si erge maestosa sopra i quattro archi trionfali della crociera, formano un complesso architettonico veramente classico, con effetti di prospettiva di un’armonia meravigliosa”.

Da questo momento continueranno anche i lavori per l’abbellimento della chiesa: altari, pale, statue in legno e in marmo nelle nicchie, sistemazione dell’organo, rifusione del concerto di campane, impianto di riscaldamento e luci, le artistiche vetrate e tutta la normale manutenzione di una struttura così imponente fino ad arrivare ai giorni nostri con il restauro, ad opera della restauratrice Eleonora Cigognetti, delle tele delle quattordici stazioni della Via Crucis.